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Fondata negli Stati Uniti d’America da un Medico chirurgo Andrew Taylor Still – a fine ‘800 – e basata su una conoscenza precisa e tradizionale della fisiologia e anatomia del corpo umano, l’Osteopatia è una Medicina complementare che studia l’uomo nella sua unità dinamca a partire dall’apparato neuro-muscolo-scheletrico.

L’ Osteopata si avvale di metodiche esclusivamente manuali – niente farmaci, nessun utilizzo di apparecchiature elettro-medicali quindi solamente attraverso l’indagine palpatoria e la manipolazione di articolazioni, organi e tessuti, si cerca di localizzare e trattare la causa del dolore, non di rado, lontana dalla manifestazione del sintomo stesso.

Riconosciuta e regolamentata in Inghilterra e Francia, cosi come in Finlandia e Svizzera , USA, Canada, Australia, e Nuova Zelanda, l’ Osteopatia in Italia ha iniziato la sua procedura di riconoscimento nel 2007 e, nonostante non si sia arrivati ancora ad un suo riconoscimento, la disciplina, a seguito della sua forte crescita e diffusione a livello Nazionale (oggi si contano circa 5.000 operatori) risulta essere la Medicina complementare più utilizzata e richiesta dagli Italiani (Eurispes 2012).

CENNI STORICI

Nata a fine ‘800 in America grazie alle intuizioni del Medico chirurgo Andrew T. Still nel tentativo di fronteggiare una epidemia di meningite nel Missouri, l’Osteopatia nell’arco di pochi anni vede prima la fondazione del suo primo centro l’American School of Osteopathy (1892) per poi ottenere nel 1897 negli USA, il riconoscimento come forma di Medicina.

La diffusione degli insegnamenti di Still giungono in Europa circa un ventennio dopo, dapprima in Gran Bretagna dove viene fondata la British School of Osteopathy sino a giungere, dopo la seconda guerra mondiale, negli Stati dell’Europa continentale. In Italia l’Osteopatia arriva verso la fine degli anni ’60.

Con il diffondersi dei successi della pratica osteopatica e l’incremento di Università ed Istituti di Formazione dedicati anche la ricerca scientifica del settore ha subito in questi anni uno sviluppo considerevole attraverso la produzione di numerosi protocolli di ricerca.
PER APPROFONDIRE – www.tuttosteopatia.it

L’osteopatia e l’intimità femminile

Come sappiamo, i principi osteopatici si basano sul fatto che le strutture del corpo sono strettamente correlate tra di esse. In altre parole, nessuna parte del corpo è a sé stante, e un disagio localizzato in una data zona è in grado di impattare negativamente su tutto l’organismo. Di conseguenza, l’osteopatia dà molta importanza alla mobilità di tutte le strutture del corpo, poiché anche solo una lieve alterazione è in grado di provocare disagi più o meno gravi.

A fronte di ciò, è facile comprendere come una disfunzione legata alla salute dell’apparato femminile sia in grado di provocare disagi legati alla sfera sessuale. All’interno del bacino infatti, si trovano organi, vasi sanguigni, muscoli e strutture nervose. Queste, affinché le normali funzioni fisiologiche possano avvenire, è necessario che si trovino in un buon stato di salute e che cooperino tra di loro.

Per quanto riguarda il pavimento pelvico poc’anzi citato, intendiamo un insieme di muscoli, organi e legamenti che si trovano nella parte inferiore della cavità addominale. La funzione del pavimento pelvico è quella di mantenere l’utero, l’uretra, la vescica, la vagina ed il retto nella posizione corretta. Quando si verificano disturbi al pavimento pelvico, la sfera sessuale ne risente in modo gravoso.

Ecco che, in questo caso, l’aiuto di un osteopata servirà per riequilibrare le tensioni del pavimento pelvico e per permettere alla paziente di tornare in pieno controllo dei propri muscoli pelvici. Questi ultimi, se compromessi, sono in grado di rendere dolorosa la penetrazione, a causa di una contrattura automatizzata. Inoltre, anche l’acme del piacere ne risentirà, attaccando la sfera sessuale della paziente.

COSA TRATTA?

Il trattamento osteopatico è indicato per numerosi disturbi e problematiche relative non solo al sistema neuro-muscolo-scheletrico, ma anche a quello neurovegetativo, genito-urinario, circolatorio e digestivo.

Dolori, quindi, articolari e muscolari, cervicalgia, lombalgia anche dovuti a traumi sportivi, tendiniti, esiti di interventi chirurgici, scoliosi; come pure sindromi congestizie quali sinusiti, otiti, riniti o dolore del colon irritabile, dismenorrea, incontinenza da sforzo ed altro, sono tutte problematiche trattabili dall’Osteopatia.

Grazie alla tipologia del suo approccio, l’Osteopatia può essere consigliata ed utilizzata in qualsiasi fascia d’età, anche nel neonato e nell’anziano.

Il trattamento osteopatico è indicato per numerosi disturbi e problematiche relative non solo al sistema neuro-muscolo-scheletrico, ma anche a quello neurovegetativo, genito-urinario, circolatorio e digestivo.

Dolori, quindi, articolari e muscolari, cervicalgia, lombalgia anche dovuti a traumi sportivi, tendiniti, esiti di interventi chirurgici, scoliosi; come pure sindromi congestizie quali sinusiti, otiti, riniti o dolore del colon irritabile, dismenorrea, incontinenza da sforzo ed altro, sono tutte problematiche trattabili dall’Osteopatia.

Grazie alla tipologia del suo approccio, l’Osteopatia può essere consigliata ed utilizzata in qualsiasi fascia d’età, anche nel neonato e nell’anziano.

STATUS GIURIDICO

La diffusione dell’Osteopatia come strumento efficace di cura, la fondazione di Scuole ed Università e lo sviluppo della ricerca scientifica hanno portato, nell’ultimo ventennio diversi Paesi ad inserire la Medicina Osteopatica nel Sistema Sanitario Nazionale. Agli USA negli anni ’80 (la formazione universitaria era però strutturata da tempo) sono seguiti, nei primi ’90, Regno Unito e Finlandia con la formula di una doppia figura professionale: il Medico specializzato in Osteopatia e l’Osteopata laureato con percorso accademico indipendente da Medicina.

In seguito, anche Belgio, Francia, Svizzera e Irlanda hanno riconosciuto l’Osteopatia anche se, nel caso della Francia, essa non è stata inserita al’interno del Servizio Sanitario Nazionale.

ICOM oltre all’ambito Accademico – Didattico, Clinico e di Ricerca è da sempre fortemente impegnata sul fronte del riconoscimento ufficiale della Professione, non solo in passato, avendo coordinato insieme al Centro Collaborante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di Milano la partecipazione di Ministero della Sanità, Regioni, Università e Associazioni Professionali al documento sulle Linee guida Internazionali dell’Osteopatia (Benchmark dell’Osteopatia) o con la realizzazione della Federazione Sindacale Italiana Osteopati (FeSiOs) ma, anche attualmente attraverso la partecipazione e la coordinazione di tavoli tecnici per l’individuazione di un modello formativo di riferimento e l’identificazione delle competenze del Professionista Osteopata con la finalità di elaborare e veicolare un documento utile agli attuali sviluppi che stanno caratterizzando la Professione con il lavoro del Ministro Della Salute – On. Lorenzin – e dei tecnici incaricati.

Inoltre, per gli obiettivi di cui sopra, nel 2015 è nata Confosteopatia – Confederazione Italiana degli Istituti di Formazione degli Osteopati – con l’obiettivo di contribuire attivamente e fattivamente all’affermazione di un Sistema Formativo delle Scuole e, di conseguenza degli Osteopati, uniforme, internazionalizzato e finalizzato a promuovere una crescita formativa, organizzativa, qualitativa, pertanto, altamente rappresentativa nei confronti delle Istituzioni, dell’Osteopatia e delle sue strutture formative.

PER APPROFONDIRE | www.confosteopatia.it

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